INFM-
20° ANNIVERSARIO
Aprile 1987
- 2007
Descrizione della tecnica
Un fascio di ioni, detti
"primari" (Ossigeno, Argon, Cesio) (Sorgenti)
accelerati da una differenza di potenziale di alcune migliaia di Volt viene
focalizzato alle dimensioni volute (il diametro minimo del fascio può
raggiungere qualche decimo di µm) e fatto incidere sulla superficie
del campione da analizzare. (Camera
campione)
L'effetto di questo "bombardamento
ionico", grazie ad un processo di collisioni in cascata innescato
dagli ioni primari tra gli atomi che compongono il campione, é quello
di causare l'emissione di atomi o aggregati di atomi dai primi strati atomici
della superficie, che viene così lentamente erosa sotto l'azione
del fascio.
Una frazione delle particelle così
prodotte é costituita da ioni delle specie atomiche presenti alla
superficie, questi ioni secondari sono accelerati da un forte campo
elettrico e le varie specie vengono separate in base alle loro masse (o
meglio al rapporto massa:carica) tramite uno spettrometro a doppio settore
elettrostatico-magnetico.(Spettrometro
Magnetico)
Infine il fascio ionico viene rivelato
(Rivelatori)
e ne viene misurata l'intensità (cioé il numero di ioni che
raggiungono il rivelatore in un secondo), da questa si può risalire,
mediante calcolo o per confronto con campioni di riferimento, alle concentrazioni
degli elementi presenti nel campione.

Caratteristiche e prestazioni dello strumento
L'ottica stigmatica del sistema di analisi degli ioni secondari consente di ricostruire una mappa della distibuzione superficiale dei vari elementi, con una risoluzione laterale inferiore al µm.
Alta risoluzione di massa: il sistema di analisi a doppio settore consente di separare tra loro anche masse molto vicine (M/*M > 10,000), eliminando così i problemi dovuti alle interferenze tra ioni atomici e ioni molecolari.
La distribuzione in profondità dei vari elementi é ottenuta grazie alla conoscenza della velocità di erosione della superficie.
Sensibilità: si possono rivelare elementi presenti come impurezze in concentrazioni molto basse (contaminanti o droganti). Il limite di rivelabilità (dato dal rapporto fra la concentrazione minima misurabile dell'impurezza e la concentrazione di atomi del materiale) si può spingere sino a valori dell'ordine di una parte su un miliardo.